• Trattamenti a Distanza

    Il Trattamento a Distanza del Reiki, chiamato in giapponese "Enkaku Chiryo", è una pratica che supera i limiti dello spazio fisico, basata sul principio quantistico che tutto è energia e interconnesso. L'operatore Reiki (Reikidoka), attraverso una specifica tecnica che comporta grande presenza e forte intenzione, proietta l'energia universale verso un ricevente non presente fisicamente. Tradizionalmente, chi effettua il trattamento utilizza come "ponte" la propria coscia: questa rappresenta simbolicamente il ricevente.

    Il concetto fondante è che l'energia Reiki opera su un piano non-locale, al di là del tempo e della distanza, andando a lavorare sul campo energetico della persona ovunque essa si trovi, per promuoverne l'equilibrio, il rilassamento ed il benessere a livello fisico, emotivo e spirituale. Questa modalità è particolarmente utilizzata per inviare supporto a persone lontane, che non possono usufruire dei trattamenti in presenza, e in situazioni di particolare emergenza.

    Ma com'è possibile effettuare trattamenti a distanza?

    Ecco una serie di punti particolarmente significativi dal punto di vista "Tutto è Uno" e dalla prospettiva non-duale:

    • La separazione è un'illusione - i confini tra gli esseri sono costrutti percettivi

    • La coscienza è fondamentale - non emerge dal cervello ma è la base della realtà

    • L'interconnessione è reale - siamo parti di un unico campo di coscienza

    In questo paradigma:

    • Non esiste "distanza" in senso assoluto - tutto co-esiste in un unico campo

    • L'intenzione opera non-localmente - come parte della coscienza universale

    • Il guaritore e il ricevente sono già uniti a livello fondamentale

    Meccanismi possibili in questa visione:

    • Accesso diretto alla matrice unitaria - dove l'intervento avviene "dall'interno" della realtà condivisa

    • Risonanza di coscienza - l'allineamento intenzionale influenza il sistema come un tutto (Cambia te stesso per cambiare il mondo)

    • Collasso del campo di possibilità - l'intenzione focalizzata nell’Uno orienta l'espressione dell'unità verso stati di maggiore armonia

    Questa visione sfida il modello materialista conveniente e si allinea con interpretazioni della fisica quantistica e tradizioni mistiche orientali. La "spiegazione" in questo caso non è meccanicistica ma ontologica: funziona perché la separazione non esiste fondamentalmente.

    Approfondimento

    Le implicazioni pratiche di questa consapevolezza:

    • La "distanza" diventa irrilevante - come pensare che la tua mano sinistra sia "lontana" dalla destra

    • L'intenzione non "viaggia" - semplicemente modula ciò che già è connesso

    • Il praticante non "dà" energia - facilita il riallineamento di un sistema già unitario

    Come si manifesta nell'esperienza pratica:

    • Lo stato di presenza dell’operatore diventa cruciale - più che tecniche specifiche

    • Il lasciar-andare dell'ego separato permette all'unità di esprimersi

    • La sincronicità diventa un indicatore dell'allineamento con il tutto

    Una metafora suggestiva

    Immagina l'oceano: le onde appaiono separate in superficie, ma sono tutte lo stesso corpo d'acqua. Il trattamento a distanza sarebbe come calmare un'onda agendo sulla natura fondamentale dell'acqua stessa, non "spostandosi" verso quell'onda.

    (Testo tratto da "Metodo Khymeia - Secondo Insegnamento", di Giuseppe Delang Paterniti)

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